Non attraverso una vecchia intervista, non grazie a una registrazione ritrovata in qualche archivio e nemmeno attraverso l'ennesimo cameo recuperato dal passato. Questa volta Stan Lee potrebbe raccontare una storia che non ha mai raccontato, grazie alla sua voce ricostruita con l'intelligenza artificiale.
Nel maggio 2026 Stan Lee Universe ed ElevenLabs hanno annunciato una collaborazione destinata a riportare nel presente una delle figure più riconoscibili della cultura popolare americana. L'accordo porta sulla piattaforma la voce e la likeness digitale di Stan Lee, scomparso nel 2018, permettendo ai fan di interagire con una rappresentazione artificiale del leggendario autore.
La voce che torna dal passato
La parte più suggestiva dell'operazione è probabilmente la voce. ElevenLabs ha realizzato una replica partendo da registrazioni professionali di Stan Lee, cercando di conservarne il timbro, l'energia e quel modo inconfondibile di rivolgersi al pubblico. La voce è disponibile sull'Iconic Marketplace di ElevenLabs e nell'app Eleven Reader.
Ma come funziona? L'intelligenza artificiale prende ciò che Stan Lee ha realmente pronunciato in passato e lo utilizza per generare parole nuove, frasi nuove, racconti nuovi. Inoltre, c'è un progetto che rende questa idea ancora più evidente: lo Stan Lee Book of the Month Club. L'iniziativa porta nella voce artificiale di Lee alcuni classici della letteratura. Il primo titolo è *L'isola del tesoro* di Robert Louis Stevenson, scelto per giugno 2026. Nei mesi successivi sono previste altre opere di pubblico dominio.
Non soltanto una voce
La collaborazione con ElevenLabs non riguarda soltanto l'audio. La likeness di Stan Lee, cioè la sua rappresentazione digitale, viene integrata negli strumenti creativi della piattaforma. Gli utenti possono generare contenuti visivi che lo raffigurano, all'interno di precise regole d'utilizzo. L'uso personale e non commerciale è previsto dalle condizioni del progetto, mentre l'utilizzo commerciale della sua likeness richiede una licenza attraverso Stan Lee Universe. Ciò non significa che l'identità digitale di Stan Lee sia diventata improvvisamente patrimonio di tutti. Al contrario: voce, immagine e caratteristiche distintive restano sottoposte ai diritti gestiti da Stan Lee Universe. Un fan può quindi creare un'esperienza virtuale ispirata a Stan Lee. Un'azienda che volesse invece utilizzare la sua immagine per vendere un prodotto dovrà affrontare un percorso completamente diverso. La differenza, quindi, è che si tratta di gestire una sua identità digitale capace di produrre contenuti nuovi.
Il problema è che Stan Lee non può più dire di sì
C'è una domanda alla quale la tecnologia non può rispondere. Stan Lee avrebbe accettato l'utilizzo della sua immagine e della sua voce nel tempo? Stan Lee non può più decidere.
La collaborazione è autorizzata da Stan Lee Universe e nasce con l'obiettivo dichiarato di mantenere viva la sua eredità e il rapporto con i fan. Ma l'autorizzazione dei titolari dei diritti non elimina una distinzione fondamentale: conservare ciò che una persona ha lasciato e creare qualcosa che quella persona non ha mai fatto sono due operazioni profondamente diverse.
Per alcuni fan, potrebbe essere semplicemente un modo straordinario per mantenere vivo il ricordo. Non tutti però la pensano così. Il rischio è che il ricordo di una persona venga trasformato in una macchina capace di produrre infinite nuove versioni di quella persona.
Oggi la tecnologia ci costringe a porci questa domanda: quanto di un essere umano può essere trasformato in un personaggio, prima che smetta di essere un ricordo e cominci a diventare qualcosa di nuovo?

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